Intervista alla modella argentina Mariela Ballesteros


di Nicolò Occhipinti

 

Ha lavorato per Moschino, Malo, Marni, Belstaff. La modella argentina Mariela Ballesteros racconta la sua carriera professionale e la sua trasformazione in imprenditrice nel settore della moda. 

Foto di Alex Alberti

 

Ci racconti quando e come hai deciso di diventare modella?
In realtà nasce tutto come un gioco, in occasione delle selezioni per il concorso di Miss Argentina. Mia zia vede l’annuncio e, senza dirmi nulla, invia le mie foto agli organizzatori. Dopo una settimana ricevo una telefonata da un selezionatore che mi comunica che sono stata ammessa alle prime prove. Poi è un crescendo di vittorie che mi ha portato alla finale. Sono stati gli organizzatori del concorso a insegnarmi come diventare una modella, prima non avevo alcuna esperienza in questo settore. Mi sono innamorata di questo lavoro e, finito il concorso, ho ricevuto subito proposte da diverse agenzie che mi volevano rappresentare.

Perché ti sei trasferita dall’Argen­­ti­na, tuo paese na­tale, a Milano?
L’ho fatto per amore: il padre dei miei figli è di Milano. Ho iniziato a fare la pendolare da Buenos Aires a Milano, era un periodo in cui lavoravo tantissimo e venivo in Italia ogni volta che potevo per stare con lui. Poi ho deciso di iniziare a lavorare a Milano, ho cercato un’agenzia e sono rimasta definitivamente qui.

Che differenze hai trovato nel tuo settore professionale tra Italia e Argentina?
La differenza è notevole: in Argentina si lavora veramente tanto nel settore pubblicitario, si girano moltissimi spot. Qui invece si lavora di più con l’alta moda, con le sfilate. In Argentina giravo almeno tre pubblicità a settimana, un lavoro che mi piace veramente tanto perché è sempre diverso e non annoia mai.

Come hai sviluppato le tue capacità, hai frequentato scuole specifiche?
La mia scuola è stata Miss Argentina: gli organizzatori mi hanno insegnato assolutamente tutto quello che serve per poter diventare una vera modella. Poi ho anche seguito delle lezioni di recitazione che mi hanno permesso di crescere ancora di più.

Sei freelance o sei rappresentata da un’agenzia?
In questo momento sono freelance, ma non per scelta: avevo smesso di lavorare quando ho avuto i figli, ma poi, grazie a delle persone che conoscevo, ho avuto altre opportunità di lavoro e così ho ricominciato a posare come modella freelance.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Sicuramente che ogni giorno è diverso da precedente: sono una persona che si annoia molto facilmente se il lavoro diventa una routine. L’attività di modella mi permette di fare esperienze nuove in continuazione.

Cosa ti piace, invece, di meno?
Quello che mi piace di meno e la competizione. A volte non è facile sentirsi dire di no, che non vai bene per un determinato lavoro, ma fa tutto parte del gioco e ci si abitua.

A quale shooting sei particolarmente affezionata? Puoi raccontarci come si è svolto?
Non dimenticherò mai il primo che ho fatto: mi capita di riguardare le foto e vedere quanto sono cresciuta come esperienza in tutti questi anni. Ricordo che non sapevo ancora bene come mi dovevo muovere, cosa dovevo fare e il fotografo ha scattato tantissimo per riuscire ad avere la foto giusta. Adesso mi capita spesso di fare pochissimi scatti e di avere già la foto giusta. Ma credo sia una cosa normale al inizio! Invece ricordo che quando ho sfilato per la prima volta in passerella mi sono sentita subito a mio agio, come se lo avessi fatto da una vita, ed è stato bellissimo.

Non solo modella: sei anche imprenditrice, proprietaria della casa di moda Family First Milano. Come è nata?
Sì, da modella per diversi brand sono passata poi a selezionare modelli per il mio brand di moda. Ho sempre voluto avere il mio marchio: sono cresciuta con questa passione, vengo da una famiglia in cui vivevo in mezzo ad aghi e fili. Il marchio Family First Milano esisteva già, e con il mio ex marito abbiamo deciso di entrare nella gestione come soci e cominciare questa nuova avventura. Non è impresa facile, ma quando vedi i vestiti della tua marca addosso a qualcuno per strada è bellissimo. Ora sto progettando un nuovo brand solo per donna, spero possa prendere vita il prima possibile.

Che rapporto hai con gli strumenti di comunicazione online e in particolare i social media? Sono secondo te fondamentali per promuovere il tuo lavoro?
i social in questo momento sono importantissimi, hanno soppiantato tante altre forme di comunicazione. La prima cosa che fa la gente quando vuole sapere di più di un marchio è cercarlo sui social. Mi occupo personalmente di gestire i canali social del mio brand e di altri marchi: è un’attività che impegna tanto, si devono pubblicare contenuti ogni giorno e far vedere tutte le novità.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Ne ho tanti di nuovi che vorrei realizzare, ma il mio principale obiettivo sono i miei figli: voglio essere una brava mamma e dar loro tutto l’amore del mondo. Voglio godermi ogni istante con loro perché crescono in fretta e non si torna indietro

 

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 11/2017 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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