VivienneB: pure emozioni nei ritratti di una grande artista


di Nicolò Occhipinti

Mossa da una passione e da un amore immenso per la natura e la bellezza che la circonda, ma anche ermetica, non le piace molto raccontare in parole la sua arte: per lei parlano già le sue splendide foto.

Basta dare uno sguardo alle sue foto e si viene catturati dall’atmo­sfera magica di un mondo cristallizzato, dove i soggetti ripresi sembrano appartenere a un’altra dimensione, risultano irreali anche quando illuminati dalla luce piena del sole.
VivienneB ha la capacità di rappresentare l’elegante sensualità delle sue modelle come solo una donna può fare, inserendole in scenografie studiate apposta per armonizzarsi piacevolmente col soggetto o, al contrario, per evidenziarne la bellezza mediante forti contrasti, tanto da far quasi percepire le sensazioni di caldo o freddo o di ruvidità delle superfici sulla pelle delle sue evanescenti muse.

Cosa rappresenta per te la fotografia?
È la materializzazione in chiave poetica e allegorica del mio subconscio. Principalmente, il mio modo per essere in connessione con la “Luce” e l’impressione che ne so cogliere. Un modo per fermare attimi che in realtà si muovono in costante divenire, in assenza di tempo e spazio. È tutto. La verità è ciò che vediamo con la mente, tralasciando le apparenze dei sensi.

Sei figlia di artisti e hai studiato all’Accademia delle Belle Arti di Torino. Quanto ha inciso la tua formazione artistica nel carat­terizzare il tuo stile fotografico e in che modo?
La sensibilità artistica mi è stata donata dai luoghi in cui sono nata. Dalla natura, dal vento, dall’acqua, dalle storie che le fronde degli alberi bisbigliano, dai profumi del glicine e del lillà. Quale grande maestosità e perfezione a cui aspirare, se sai ascoltare e vedere con l’occhio dell’anima.

Perché ritrai soprattutto soggetti femminili?
Ritraggo soggetti femminili perché sono il mio alter ego, trasposizioni di me stessa.

Come scegli le tue modelle, cioè come e dove le individui e le selezioni?
Essendo me, le scelgo come se fossero delle tele bianche su cui lasciar correre le emozioni del mio cuore. Trovo che sia un atto d’immenso amore nei miei riguardi.

Ci racconti come realizzi soli­tamente uno shooting, dal concept alla post-produzione?
Solitamente lo shooting parte da un’immagine che appare nella mia mente. Mi muovo così nel cercare la location e poi successivamente la modella, la cui figura deve sposarsi con essa. Abiti e make up vanno a dar rilievo al tutto. Ma questo è vero fino ad un certo punto. Tutto dipende anche dalla sintonia con la modella. E lì avviene la magia: a volte mi capita di realizzare cose che in realtà non erano previste, ma che mi sorprendono ancora di più. La parte di me più profonda prende il sopravvento, va oltre il controllo razionale, e scatta ciò che in realtà sento, senza maschere. Scatta ciò che sono. La post-produzione svolge anch’essa un ruolo importante perché, a seconda del mio stato d’animo, varia la calibratura del colore e della tonalità. Il risultato è quindi una stratificazione.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
La mia ispirazione è improvvisa. Un guizzo, uno scintillio di luce, un vortice, una necessità impellente.

Quali emozioni vuoi stimolare maggiormente con le tue opere?
Non voglio stimolare emozioni, ma regalarle.

Ci puoi commentare la foto cui sei maggiormente affezionata, quella che ti ha dato maggiori sod­disfazioni?
Sono le foto che ancora non ho scattato.

Cosa c’è della personalità di Vivienne nelle tue foto?
Vivienne è ovunque nei miei scatti. La mia fedele anima.

A quali progetti stai lavorando adesso?
I miei progetti ora vertono principalmente sull’insegnamento e sulla fondazione di una scuola fotografica, e sulla realizzazione di una campagna fotografica per una casa di moda. Inoltre alla realizzazione di un mio nuovo modo di esprimermi attraverso la macchina fotografica.

Quali consiglieresti daresti a chi volesse diventare fotografo fine art?
Il mio consiglio è di non ascoltare nessuno, di non scimmiottare nessuno, di non svilirsi, di non sminuirsi. Di essere coraggiosi ed eroici di essere semplicemente se stessi.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 11/2017 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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