I colori e i contrasti di Luca Di Fazio


di Nicolò Occhipinti

Nei suoi scatti colori vivaci, saturi e contrasti elevati. Uno stile che risente delle sue origini di pittore ed evidenzia il desiderio di raccontare e rappresentare la moda con immagini di forte impatto.

Le atmosfere surreali, le luci e i colori intensi caratterizzano le produzioni di Luca Di Fazio, fotografo di moda e advertising cresciuto nel mondo dell’arte. Per lui fotografare è un po’ come dipingere un quadro astratto, un modo per esprimere se stesso attraverso le immagini di abiti e accessori indossati da modelle e modelli dallo sguardo di ghiaccio.

Figlio di un papà pittore, anche tu diventi un artista dell’immagine ma attraverso la fotografia. Ci racconti quando e come hai cominciato?
Nasco anche io come aspirante pittore. All’età di quattro anni, grazie a mio padre, iniziai a mescolare i primi colori e a creare i primi abbinamenti cromatici. Con il tempo appresi varie tecniche di pittura e partecipai a diversi concorsi aggiudicandomi i primi posti. Tuttavia, nell’adolescenza mi resi conto che la pittura non era il mezzo con cui volevo esprimere me stesso. Acquistai allora la mia prima macchina fotografica, un mio amico mi chiese di scattargli dei ritratti e vide in me del talento. Da quel momento in poi non mi sono più separato dalla fotografia.

Quanto influisce la tua esperienza di pittore nel tuo stile fotografico?
Parecchio. Penso che ogni artista abbia qualcosa da raccontare. La fotografia per me è un racconto, un quadro che dipinge il tuo occhio e il tuo cuore.

Perché hai scelto il fashion come tuo genere principale?
Perché mi piace in genere la moda, i colori, sperimentare di volta in volta stili differenti. Adoro come i modelli sanno interpretare il loro ruolo, le pose, i set. Come detto prima, per me è come creare un quadro in versione digitale.

Questo genere ti consente di dare sufficiente spazio alla creatività, o comunque porti avanti anche dei tuoi progetti personali?
Mi occupo solo ed esclusivamente di foto di moda, la creatività la metto in ogni set che realizzo, dal più piccolo al più complesso. Io e la mia ragazza abbiamo creato in questi anni un team che ci segue nei progetti, curando ogni piccolo dettaglio.

Quali sono i tuoi maestri della fotografia di riferimento?
Sicuramente David LaChapelle, Gérard Rancinan, Tim Walker, Miles Aldridge, Steven Klein. Cinque grandi maestri della fotografia, con generi diversi, che hanno insieme contribuito a formare il mio stile.

Per quali brand principali hai lavorato?
Ho lavorato per AlteregoDress, Icon sunglasses, Shake Your Life, Mulac Cosmetics, Belaflorwear, Gate21.

Qual è il lavoro che ricordi con maggiore soddisfazione?
Sicuramente il set creato per la campagna Belaflorwear. La cliente ha sposato perfettamente le mie idee, lasciandomi così la libertà di creare una realtà LaChapelliana. Ed era da tanto tempo che desideravo ricreare, per una campagna, un set del genere.

Lavori come freelance, o soprattutto con agenzie?
Al momento sono freelance, ma un giorno mi piacerebbe trovare un ottima agenzia che mi rappresenti.

Quali mezzi ritieni siano oggi più efficaci per promuovere il lavoro di un fotografo di moda e pubblicità?
Io penso che il web oggi sia una vetrina strardinaria per i ragazzi appassionati di fotografia, specialmente nel fashion e nell’adv. Ma non si deve sottovalutare la possibilità di creare un proprio portfolio cartaceo.

Qual sarà secondo te il futuro della fotografia?
Nella fotografia è già stato realizzato tutto, così molti affermano. Sinceramente non saprei rispondere esattamente a questa domanda. Posso solo dire che l’uso delle ultime tecnologie, nonostante siano di aiuto, rendono l’uomo più distaccato. Nella fotografia bisogna usare più cuore, fantasia e soprattutto occhio. Perché sono convinto che la cosa più importante per un fotografo non è il mezzo con cui scatta,ma l’occhio: senza quello è come se non si avesse niente.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 8/2016 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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