Incontriamo la modella Alessia Debandi


di Nicolò Occhipinti

Con un futuro da attrice e da criminologa, vincitrice di “Ragazza per il cinema” e una parte nel prossimo film di Paolo Sorrentino. Alessia Debandi ci racconta i suoi traguardi e le sue passioni.

 

Quando hai cominciato a posare come modella?
Ho iniziato a 15 anni, dopo aver conosciuto un fotografo che mi fece posare per i miei primi shooting per negozi di abbigliamento della mia città. Grazie a lui conobbi anche Luciana Lapique, la mia truccatrice di fiducia: Luciana mi ha aiutata a andare a crescere in questo settore, e mi ha sempre trattata come una figlia.

Nel 2016 hai vinto il concorso “Una ragazza per il cinema”. Ci racconti come si è svolto e quali emozioni hai provato?
Era la seconda volta in cui prendevo parte a questo concorso, avevo già tentato l’anno precedente ma senza risultati; avevo però visto quanto impegno ci mettevano i patron del concorso e gli agenti regionali, avevo notato quante nuove esperienze stavo facendo grazie al concorso, quindi decisi di riprovare nel 2016. Passai una settimana veramente impegnativa, tra prove, incontri con personaggi importanti e sfilate, ma ero felice di essere lì per tutte le emozioni che mi stava regalando quell’esperienza. Alla serata finale, al momento di eleggere la nuova vincitrice, al momento in cui chiamarono il mio numero e dissero il mio nome, scoppiai in lacrime dalla felicità: avevo finalmente coronato il mio sogno per cui mi ero impegnata tanto. Mi sentii fiera di me per non avere mollato nemmeno un istante e averci creduto fino in fondo.

Hai anche ottenuto un ruolo nel prossimo film di Paolo Sorrentino. Avete già iniziato le riprese? Ci puoi anticipare qualche dettaglio della tua parte?
Ho già girato la mia parte con Sorrentino per il suo nuovo film, è stato strano ma molto bello trovarsi a fianco di personaggi così illustri ed importanti. Ma non posso anticipare nulla, sarà una sorpresa.

Studi anche psicologia, per specializzarti in criminologia. Nel tuo futuro c’è una lavoro da modella, da attrice o da criminologa?
Nel mio futuro vorrei affiancare la psicologia e la recitazione. Per me lo studio del personaggio è importante e penso che il mio percorso mi possa aiutare in questo. La mia prima scelta è sicuramente la recitazione, ma anche il lavoro come criminologa mi alletta parecchio. Fare la modella non è la mia priorità perché vorrei dimostrare che oltre al bel visino spesso le persone nascondono altre capacità, e io sento il bisogno di far vedere agli altri questo mio mondo, grazie alla recitazione.

Parliamo più specificamente delle tue esperienze da fotomodella. Con quale genere fotografico ti senti a tuo maggiore agio?
Le mie foto preferite sono del genere beauty. Fanno risaltare tutte le particolarità di una persona, la profondità dello sguardo, le curve del sorriso, le fossette sulle guance, l’anima stessa che si può vedere attraverso gli occhi.

Preferisci essere diretta nei minimi dettagli dal fotografo, o avere indicazioni di massima e interpretare?
È giusto a parer mio che sia il fotografo, sia la modella così come i truccatori, parrucchieri e assistenti possano esprimere il proprio parere durante uno shooting, ognuno deve poter essere accontentato: bisogna venirsi incontro per riuscire a fare risaltare ogni minimo dettaglio che può impreziosire la foto. Per questo non insisto col fotografo, ma se mi viene qualche idea la espongo, e sono ben contenta di assecondare anche quelle degli altri.

Ci racconti un aneddoto divertente accaduto durante uno shooting?
Mi ricordo che una volta dovevamo fare delle foto di beauty molto particolari e una di queste prevedeva che mi fosse versato del sapone sul viso: me ne versarono talmente tanto che non riuscivo a parlare perché continuavano ad uscirmi bolle dalla bocca. È stato abbastanza brutto per me, ma molto divertente per gli altri!

Quali doti deve avere secondo te una fotomodella per avere successo?
Come in ogni campo, per avere successo bisogna avere carattere. Ma non significa essere talmente sicuri di sé da diventare tracotanti e prepotenti, ma abbastanza da avere le idee chiare su ciò che si vuole fare. A parer mio poi serve anche tanta umiltà perché ogni piccola esperienza ci può insegnare qualcosa di grande che ci sarà utile un giorno per qualche altra occasione.

Come promuovi il tuo lavoro?
Ovviamente tramite i social. Sono un ottimo modo per farsi conoscere al giorno d’oggi, e ancora di più per chi opera nel settore della moda: si può arrivare ad avere un pubblico molto vasto che senza social probabilmente non si potrebbe conquistare.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 13/2017 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

 

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