Intervista alla modella brasiliana Camila Marques


di Nicolò Occhipinti

Modella brasiliana, ha lavorato per importanti marchi fra i quali Roberto Cavalli, Valentino, Fay, Diesel, Missoni, Moschino. Camila Marques ci spiega come ha raggiunto il successo.

Ci racconti quando e come hai deciso di diventare modella?
Sin da piccola ho desiderato diventare una modella, era il mio sogno da bambina poter calcare le passerelle di moda e l’occasione mi si è presentata a 13 anni, quando ho avuto l’opportunità di partecipare a un casting a San Paolo in Brasile dove erano presenti diverse agenzie per la selezione di nuove aspiranti modelle.

Come hai imparato? Hai frequentato scuole specifiche?
Nella mia prima agenzia ho frequentato un corso di portamento, poi ho seguito un corso più completo nella mia città natale fino ad acquisire una completa sicurezza sulla passerella.

Perché hai deciso di trasferirti dal Brasile in Italia?
Il mio ragazzo vive in Italia, per cui ho cercato una agenzia a Milano, la città della moda.

Quali differenze ci sono per la tua professione in Italia e in Brasile?
In Brasile è un po’ più difficile lavorare con il genere moda, di solito si lavora più con il genere commerciale che non con le passerelle.

Lavori come freelance o sei rappresentata da un’agenzia?
Opero come freelance perché in questo modo sono libera di scegliere i lavori che mi vengono proposti senza precludermi alcuna opportunità.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Adoro l’entrata in passerella e l’opportunità di poter valorizzare gli abiti che indosso.

E cosa ti piace di meno?
Quello che mi piace di meno è senza dubbio il ritmo frenetico del backstage e, ahimè, la forte competizione che spesso sfocia in rivalità.

Hai anche dei figli. È difficile conciliare il lavoro da modella con il ruolo di mamma?
Ho due bambine, una di 5 e una di 3 anni; non è semplice conciliare i due ruoli, ma come in qualsiasi altro lavoro cerco di dare il massimo in entrambi. È difficile quando sto via per diversi giorni, le mie figlie mi mancano molto, ma ho anche occasione in cui posso godermele appieno.

Preferisci lavorare con fotografi italiani o esteri?
Sinceramente non ho alcuna preferenza, perché l’importante è che la modella si senta a proprio agio con il fotografo indepen­dentemente della sua nazionalità.

Quali shooting ricordi con maggior piacere?
Mi son divertita in uno shooting che ho fatto per Alexander McQueen: abbiamo scattato nei posti più conosciuti di Milano, come il Duomo e il Teatro alla Scala e le persone si fermavano per guardarmi e per fare foto.

Quali sono i tuoi progetti per i prossimi anni?
Spero di poter ancora lavorare per qualche anno perché amo il mio lavoro.

Preferisci lavorare come indos­satrice o fotomodella?
Lavorare come indossatrice non consente di avere molta visibilità nel mondo della moda. Se si opera anche come fotomodella si riesce ad avere un curriculum più completo, maggiori possibilità di essere selezionata nei casting e di lavorare con stiisti più noti. In genere conviene fare entrambe le cose, ma dipende dal carico di lavoro, dall’esperienza e da eventuali vincoli.

Quando una modella diventa top?
Una modella è top a partire del momento in cui inizia a essere riconosciuta nelle passerelle, nelle riviste, nelle campagne pub­blicitarie. Se viene richiesta con elevata frequenza vuol dire che lei è arrivata a questo livello. Ma essere una top model non dipende solo da quanto si lavora, ma anche da come ci si comporta: significa essere sempre eleganti, educate, responsabili nel lavoro.

Preferisci essere guidata dal fotografo, o vuoi essere libera di interpretare partendo da poche indicazioni?
Quando una modella si sente a proprio agio con il fotografo non ha bisogno di essere guidata. Io preferisco essere libera di scegliere le pose da sola, senza troppe indicazioni.

Operando soprattutto da freelance, quali strumenti usi per trovare i lavori?
Se si lavora bene, con responsabilità e allegria, sarà lo stesso cliente a ricontattare la modella ed eventualmente a segnalarla ad altri stiisti. La strumento più importante per una modella, comunque, è il suo book. Per questo è fondamentale tenerlo sempre aggiornato.

Quali suggerimenti daresti a chi volesse intraprendere questa carriera?
La cosa più importante è essere sempre sicuri di sé e lottare continuamente per raggiungere il proprio sogno. Inoltre, suggerisco di trovare una valida agenzia e mantenere con essa sempre buoni rapporti, anche quando si dovesse cambiare per un’altra agenzia o diventare freelance. Un consiglio personale è di seguire un corso di portamento: una modella deve assolutamente conoscere la differenza tra una camminata e una sfilata. È molto importante investire nello sviluppo delle proprie capacità, perché un sogno non diventa realtà se non ci si impegna veramente.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 10/2017 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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