Intervista alla fotografa Lucia Mondini


di Nicolò Occhipinti

Nelle sue foto un uso sapiente del colore che riflette la solarità del suo carattere e l’amore per la natura, armonioso sfondo per i suoi ritratti ambientati. Lucia Mondini racconta la sua esperienza a Rimlight Magazine.

Ama mettersi in gioco e sperimentare in ogni genere fotografico, ma la sua vera passione sono i ritratti, cogliere le espressioni e le sensazioni diverse che ogni persona riesce a trasmettere attraverso il proprio sguardo. Come sfondo per i suoi soggetti, sceglie quasi sempre angoli di giardini rigogliosi, parchi e boschi, che combina con gusto col soggetto principale in una composizione dai colori vivaci e saturi.

Da quanto tempo fotografi? Raccontaci come hai iniziato.
Fin da piccola ho sempre provato una forte curiosità verso la fotografia, mio padre era solito portare la sua macchina fotografica sempre con sé e mi ha trasmesso questa passione.
Dal 2010 con la mia prima reflex, una EOS 500D, ho deciso di dare alla fotografia il giusto spazio nella mia vita apprendendo le tecniche e le infinite possibilità di creazione artistica e sperimentando la tecnica del ritratto con le mie più care amiche.

Hai frequentato scuole di fotografia o seguito corsi specifici per sviluppare la tua tecnica?
Dopo aver ricevuto la mia prima reflex ho frequentato un corso di fotografia nella città dove vivo, Cuneo, e nel corso degli anni successivi ho avuto modo di partecipare a diversi workshop con fotografi di fama nazionale ed internazionale. Per lo più, però, ho imparato da autodidatta sia per quanto riguarda la fase di scatto, sia per la post-produzione, cercando di creare una mia personale tecnica che rendesse possibile la riconoscibilità delle mie fotografie.

Cosa caratterizza il tuo stile?
Ogni volta che scatto cerco di cogliere il lato più intimo e dolce dei soggetti ritratti, la loro bellezza e la delicata femminilità delle modelle che posano per me. Studio i miei set in modo tale da creare un’atmosfera sognante nella quale soggetto, outfit e location siano in perfetta sintonia giocando con cura e attenzione sulle varie cromie. La maggior parte dei miei lavori sono caratterizzati dalla luce naturale e ambientati in mezzo alla natura. Ricorrenti sono elementi quali fiori, foglie e acqua, i loro colori e le loro ombre.

Quali schemi di luce usi più spesso?
La luce morbida con poche ombre è quella che preferisco, motivo per cui evito di scattare durante le ore in cui il sole è più forte a meno che non voglia sfruttare le proiezioni delle ombre per creare dei motivi particolari.

Quali obiettivi prediligi?
Preverisco gli obiettivi a focale fissa, più luminosi, nitidi e con una resa dello sfocato maggiore. Amo il bokeh all’interno delle mie foto, perciò cerco di scattare sempre alla massima apertura concessa. L’obiettivo con cui fotografo prevalentemente sia per quanto riguarda i close-up sia i ritratti ambientati è l’85mm; mi piace molto anche il 100mm e non disdegno il 50mm.

In quale genere fotografico ti senti maggiormente a tuo agio?
Sicuramente il ritratto, principalmente quello ambientato. Mettendo insieme soggetto e ambiente circostante cerco di trasmettere il particolare stato emotivo che provo al momento dello scatto. Ultimamente mi sento anche molto attratta dalla fotografia di moda alla quale sto cercando di dare una mia visione personale.

Come trovi ispirazione per i tuoi lavori?
Tramite l’osservazione di ciò che mi circonda. Tutto esiste già, basta saper guardare, e cerco di farlo con occhi diversi e nuovi ogni giorno. Scovo le idee nelle persone, nei paesaggi, nei libri e nei film, dai lavori di tanti fotografi che seguo e ammiro, e provo a tradurle in modo artistico. La maggior parte delle mie fotografie non segue concetti particolarmente elaborati, semplicemente penso al mood che voglio esprimere e scatto.

In molte delle tue immagini troviamo un amore particolare per il colore, spesso saturo e vivace. Quali emozioni vuoi comunicare con i tuoi scatti e con l’uso del colore?
Sono una persona molto solare e positiva e le mie foto credo lo rispecchino. Amo i colori della natura, lavoro tenendo sempre a mente i colori complementari. Cerco di raccontare uno stato d’animo che, non sempre corrisponde al soggetto, ma molto spesso corrisponde a ciò che provo.

Qual è il tuo workflow tipico, dallo shooting alla post-produzione?
Solitamente inizio pensando al mood che desidero ottenere, mi immagino la fotografia finale nei minimi particolari. Successivamente scelgo la modella che penso possa fare al caso mio, la location e infine gli abiti ed il make-up. Non amo la post-produzione massiccia quindi in fase di scatto preferisco non lasciare nulla al caso.

A quale dei tuoi scatti sei particolarmente affezionata e perché?
Più che ad un singolo scatto sono molto legata a un intero set che ho chiamato “Dreamtime” (Tempo del Sogno). In quel periodo mio papà era ricoverato in ospedale e io non vedevo l’ora che si riprendesse. Avrei tanto voluto farglielo vedere nel caso in cui si fosse svegliato, ma purtroppo non è stato possibile. È un set che si muove sui toni malinconici del marrone e che mi ha dato grande soddisfazione in quel momento così difficile.

Quale episodio ha rappresentato per te una svolta nel tuo percorso professionale?
Quando ho scoperto che le mie foto venivano apprezzate e la gente riconosceva il mio tocco in mezzo a quello di altri fotografi ho capito che stavo percorrendo la strada giusta e ho iniziato a credere veramente nel mio sogno.

Progetti per il prossimo futuro?
Vivere di fotografia.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 9/2016 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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