Intervista alla fotografa fine art Mira Nedyalkova


di Nicolò Occhipinti

I suoi scatti mozzafiato, pieni di sensualità e malinconia, ci trasportano in un mondo fantastico in cui il tempo sembra arrestarsi, in cui bellezza e caducità, gioia e dolore si contrappongono nella danza della vita. Incontriamo Mira Nedyalkova, pittrice e fotografa bulgara di talento.

Perché hai deciso di passare dalla pittura alla fotografia?
Io dipingo sin da piccola. Ho studiato all’Accademia d’Arte di Sofia ma la pittura non mi dava le giuste soddisfazioni di cui avevo bisogno. Passare alla fotografia non è stata però una decisione, ma il risultato di un percorso casuale. Mi sono avvicinata alla fotografia facendo la modella: ho sentito per la prima volta la voglia di creare io stessa fotografie perché non ero mai contenta del risultato, sentivo che mancava qualcosa. Poi ho scoperto Photoshop ed è così nata l’idea di collegare la pittura con la fotografia e di creare un mio modo di interpretare l’arte, mettendo in pratica tutte le mie esperienze nel dipingere e allo stesso tempo mettermi alla prova con un’arte sconosciuta per me, la fotografia.

Come hai affinato le tue tecniche di ripresa e di post-produzione?
Ho imparato a usare Photoshop guardando tantissimi tutorial, approfondendo man mano le tecniche che più mi servivano. In principio la mia post-produzione era piuttosto esagerata, ma col tempo ho capito come ottenere migliori risultati senza renderla molto evidente. Riguardo alle tecniche di ripresa, sinceramente non ho fatto niente per imparare, semplicemente ho preso la macchina e ho cominciato a scattare d’istinto. Fotografavo me stessa, e avevo così tutto il tempo per sperimentare e migliorare le mie immagini. La verità è che non ho mai dato tanta importanza alla qualità tecnica dello scatto: mi interessava soprattutto riuscire a trasmettere le emozioni e contavo sulla post-produzione per dare il tocco artistico desiderato. Col tempo sono diventata molto più esigente sulla tecnica, ma continuo a dare priorità all’aspetto emotivo delle foto.

Ci descrivi su quali aspetti agisci principalmente in post-produzione per ottenere i risultati desiderati?
Intervengo su colori e luci, usando le curve. Raramente modifico in modo evidente, cerco sempre di mantenere l’aspetto naturale dell’immagine. Spesso uso anche texture per rinforzare l’effetto pittura o quando voglio ottenere un effetto vintage. Quasi sempre trasformo leggermente le forme del soggetto, anche se la modella è bella, perché voglio passare dalla normalità alla mia perfezione: mi piace raggiungere un aspetto un po’ irreale, fiabesco, dove la donna sembra di un altro pianeta ma non ha un aspetto anomalo.

Utilizzi solo luce naturale o anche flash?
Non uso mai i flash. Uso luci continue e luce naturale, quando c’è la possibilità. Quando la luce non è perfetta mi viene in aiuto sempre Photoshop, per mettere in risalto le luci e le ombre che non sono riuscita ottenere durante lo shooting.

continua…

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 6/2015 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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