Il mondo di Steve McCurry alla Reggia di Venaria


di Nicolò Occhipinti

Il grande fotografo in mostra dal 1° aprile al 25 settembre per raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione.

Da circa trenta anni, Steve McCurry è considerato uno dei fotografi contemporanei più autorevoli. La sua maestria nell’uso del colore, l’empatia e l’umanità delle sue foto fanno sì che le sue immagini siano indimenticabili. Ha ottenuto copertine di libri e di riviste, ha pubblicato svariati libri e moltissime sono le sue mostre aperte in tutto il mondo. Il più celebre ritratto di McCurry è sicuramente “Ragazza afgana”, scattato in un campo profughi vicino a Peshawar, in Pakistan. L’immagine è stata nominata come “la fotografia più riconosciuta” nella storia della rivista National Geographic e il suo volto è diventato famoso ed è ora ricordato come “la foto di copertina di giugno 1985”.

Le sue principali opere possono ora essere ammirate nella mostra “Il mondo di Steve McCurry”, che si tiene dal 1° aprile al 25 settembre alla Reggia di Venaria – a Venaria Reale (TO). L’esposizione comprende una selezione di oltre 250 opere di grandi formati fra le fotografie più famose, scattate nel corso della sua carriera, ma anche alcuni dei suoi lavori più recenti e altre foto non ancora pubblicate nei suoi numerosi libri. Il percorso di visita si apre con una sezione inedita di foto in bianco e nero scattate da Steve McCurry tra il 1979 e il 1980 nel suo primo reportage in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica e si conclude con alcune foto recentissime, ovviamente a colori, scattate proprio in Afghanistan, incorniciando così il racconto di una lunga avventura dedicata alla fotografia.

Oltre a presentare una ampia e aggiornata selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna intende raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione. Per seguire il filo rosso delle sue passioni, per conoscere la sua tecnica ma anche la sua voglia di condividere la prossimità con la sofferenza e talvolta con la guerra, con la gioia e con la sorpresa. Per capire il suo modo di conquistare la fiducia delle persone che fotografa: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te».

Per informazioni: www.mostrastevemccurry.it

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