Emanuela Corsello: la mia agenzia di moda Your Way Management


di Nicolò Occhipinti

Come nasce e opera un’agenzia di moda? Quali criteri adotta oggi per le selezioni? Perché farsi rappresentare da un’agenzia? Ne parliamo con Emanuela Corsello, titolare di Your Way Management.

 

Internet e i social network hanno sicuramente inciso molto sul modo in cui domanda e offerta si incontrano oggi nella fotografia di moda. Le agenzie di moda hanno subìto profonde trasformazioni per adattare il loro modo di operare alle nuove esigenze, ma mantengono ancora oggi un ruolo fondamentale nel tutelare i diritti dei propri assistiti e nel garantire la qualità del servizio per i propri clienti. Per conoscere meglio cosa sta accadendo nelle agenzie e per fornire utili spunti ad aspiranti modelle e modelli, abbiamo incontrato Emanuela Corsello, titolare dell’agenzia di moda Your Way Management di Roma.

Come è nata la tua agenzia di moda?
Subito dopo la laurea in Antropologia ho trovato un annuncio su un giornale per un posto di segretaria in una delle più importanti agenzie di moda di Roma. Mi sono candidata e ho cominciato a lavorare. Ho fatto gavetta e sono poi passata a un’altra agenzia di Roma; ho iniziato ad assistere ai casting, ho imparato a lavorare con le modelle e a gestire i clienti. Dopo un po’ riuscivo a governare parecchie fasi dell’attività di agenzia, lavoravo così tanto che, a un certo punto, mi sono decisa a fare il salto: ho lasciato quell’agenzia e, dopo un po’ di mesi, ho aperto la mia Your Way Management. L’ho aperta io, da sola, e ho costruito tutto con le mie forze. A distanza di quasi nove anni, oggi l’agenzia è una realtà che opera anche al di fuori del settore moda: ci occupiamo di spettacolo a 360 gradi.

Quali esperienze avevi fatto prima di fondare la Your Way Management?
Mi sono avvicinata al mondo dello spettacolo perché mi è sempre piaciuto, ma non ho mai fatto la modella perché non sono alta. Ho studiato teatro, mi sono proposta alle agenzie di cinema, ho lavorato come comparsa in televisione, ho partecipato a diversi concorsi di bellezza… poi, casualmente, sono capitata nella moda, come dicevo, e dopo molti anni ho iniziato a lavorare dietro le quinte, con la mia agenzia.

A quale tipo di clienti vi rivolgete principalmente?
Nel settore moda, lavoriamo con i maggiori stilisti tra Roma e Milano: Gattinoni, Balestra, Valentino, Raffaella Curiel, Peter Langner, Carlo Alberto Terranova, Sarli, Guess, Bulgari, Jean Paul Gaultier… Ricordarseli tutti diventa difficile! Lavoriamo anche per il cinema e per la televisione, ad esempio con Mediaset per spot pubblicitari, serie TV o vari programmi.
La moda rimane sempre il settore principale di cui mi occupo, ma ho avuto modo di iniziare a collaborare e a condividere lo studio con l’agente di spettacolo Andrea Lamia, e ultimamente con un altro agente, Fabrizio Perrone, più specializzato in teatro e televisione.
Il mondo della moda e dello spettacolo hanno confini labili: ci sono modelle che, se sono brave e hanno talento, diventano attrici o conduttrici, e ci sono attrici molto belle che fanno da testimonial in campagne pubblicitarie.

Come mai hai fissato la sede proprio a Roma?
In realtà lavoro molto anche con Milano, ho delle modelle che da Roma si spostano spesso lì perché hanno delle capacità particolari, hanno le misure giuste per alcuni clienti, e anche perché fare moda a Roma è limitante.

Ma non avete sede a Milano…
No, ma abbiamo delle collaborazioni con importanti agenzie milanesi, ma anche svizzere e parigine. Ci scambiamo le modelle a seconda delle esigenze. Se serve loro una particolare modella per un periodo, ad esempio, la affido a loro, anche se io resto sempre l’agenzia madre.

Non c’è quindi molta competizione tra agenzie?
Si collabora molto, in realtà: è più vantaggioso per tutti.

Guardando all’intero settore, come si è evoluto il business delle agenzie di moda?
La crisi ha influenzato molto il settore. Roma è una città molto difficile per la moda: avevamo diversi eventi bellissimi, fra i quali è rimasto essenzialmente Altaroma che, nonostante i momenti di grande difficoltà passati, sta ora cercando di riprendere con forza. Le agenzie, soprattutto a Roma, non possono essere a mio avviso solo di moda: significherebbe non lavorare. Per questo è essenziale essere un’agenzia di spettacolo a 360 gradi.
Eppure si vedono nascere sempre nuove agenzie…
Molte agenzie nascono come funghi. Tante persone si improvvisano agenti. Ma si deve guardare al lungo periodo: non molte agenzie sopravvivono, quelle che rimangono sono poche. Le buone agenzie sono quelle che durano nel tempo.

Quali sono i fattori di successo?
Secondo me essere molto onesti con le proprie assistite e avere un rapporto umano, familiare, ma anche determinato, quando necessario. Essere soprattutto puntuali nei pagamenti, essere sempre presenti e disponibili a risolvere eventuali problemi, essere cioè professionali.

Parliamo sempre del mercato: grazie a internet molte modelle si promuovono come freelance, riescono ad accedere ai clienti direttamente…
Questo è un altro problema che porterà molte agenzie a chiudere, prima o poi. Facebook ha rovinato un po’ il settore. Molte modelle fanno le agenti di se stesse, e spesso il cliente scavalca le agenzie per pagare di meno.

I clienti non ci tengono ad avere qualcuno che abbia già verificato affidabilità, capacità, reputazione?
No, non se ne curano affatto, preferiscono pagare 100 euro in meno. L’agenzia in realtà serve a tutelare tutte le parti su possibili inconvenienti, garantisce serietà e puntualità nei pagamenti: è una terza parte che si preoccupa di redigere in modo imparziale i contratti, per rispettare i diritti di tutti.

Perché quindi una modella dovrebbe rivolgersi a un’agenzia?
Perché l’agenzia la tutela molto. A parte il fatto che l’agenzia cerca di farla pagare nel modo migliore possibile, essa tiene conto di una serie di diritti di immagine importanti che devono essere concordati col cliente. È capitato a modelle di vedere tutta la città piena di affissioni con le sue foto e di aver ricevuto solo un importo a forfait, senza i diritti specifici per questo tipo d’uso.

Non proponete contratti in esclusiva con le modelle?
Io non ne faccio, sigliamo solo mandati di rappresentanza normali. Per essere validi, i contratti in esclusiva devono prevedere un compenso fisso mensile per la modella, ma nel settore moda a Roma non è possibile.

Quali criteri utilizzate per selezionare una modella?
Se ci serve per l’alta moda, dobbiamo optare per un’altezza minima di 178 cm, misure perfette, massimo 90 cm di fianchi, deve avere un viso particolare, non necessariamente bello. Valutiamo anche ragazze alte 170 cm, ma non per le sfilate: se hanno un viso di grande impatto, che buca l’obiettivo, possono lavorare come modelle per shooting fotografici, per cataloghi, lookbook, spot televisivi.

Si dice che in Italia raramente le agenzie rappresentano modelle petit o curvy. Perché?
Sì è vero. È difficile che venga ingaggiata una ragazza alta solo 165 cm. È l’altezza media di una ragazza italiana. O ha un viso veramente particolare, o non si riuscirebbe mai a proporre ai clienti.
In Italia è di uso comune rispettare assolutamente certe misure. Se parliamo di modelle curvy, invece, siamo in un settore proprio diverso, un settore di nicchia. Io non avrei neanche i clienti cui proporre modelle curvy.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 8/2016 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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