Luciana Lapique: una vita fra trucchi e pennelli


di Nicolò Occhipinti

Intervista a Luciana Lapique, una truccatrice che crede fermamente nel makeup come vera e propria forma d’arte il cui scopo è di rendere unica ogni donna.

 

Nata a Montevideo, decide di trasferirsi in Italia per mettere in pratica nel paese della creatività e della moda quanto appreso nelle migliori scuole di trucco. Luciana Lapique trae dalla sua professione la linfa vitale che le consente di esprimere tutta la sua creatività, ma anche il desiderio di condividere il suo sapere insegnando alle altre donne come truccarsi.

Il makeup è stata per te una passione che hai coltivato fin da piccola. Ci puoi raccontare come hai iniziato?
Sono stata sempre molto creativa e affascinata dal mondo dei colori. A dodici anni cominciai un corso di pittura, ma dopo qualche anno capii che in realtà ciò che mi piaceva davvero era il trucco. Merito anche della mia mamma: anche lei amava creare, disegnava abiti da sposa e da sera. Ricordo che a casa c’era una passerella continua di donne che provavano le sue creazioni.

Quando hai cominciato a trasformarla in professione?
A 17 anni volevo già iscrivermi a un corso di makeup con il miglior truccatore dell’Uruguay, ma dovetti aspettare un anno perché lui non insegnava a minorenni. Dopo il liceo, ero pronta a iscrivermi ma purtroppo lui è mancato. Ho seguito allora un corso annuale con una sua allieva: lei ci ha insegnato non solo le tecniche del trucco, ma anche come trattare le nostre clienti. Ho imparato usando i trucchi Makeup for Ever, l’unica linea professionale che arrivava in Uruguay in quel momento. Dopo un anno di corso ho cominciato subito a truccare le spose alle quali mia mamma confezionava l’abito, poi sono stata assunta da un centro benessere per effettuare corsi di autotrucco, quindi ho cominciato a insegnare.

Quali sono gli aspetti di questa professione che più ti piacciono?
Amo ricevere le spose per la prima volta, mi piace poter conoscere nuove persone, lavorare nei set per i servizi fotografici e realizzare trucchi sempre diversi. Ho poi una predilezione per la cura delle sopracciglia e mi piace vedere le clienti entusiaste per i risultati che ottengo. Ora realizzo anche accessori da sposa, fiori in seta fatti a mano, ricami con strass. Ho imparato da sola cominciando a realizzare copricapi per i servizi fotografici. È un mondo che adoro!

E quali aspetti ti piacciono meno?
Non c’e niente di questo lavoro che non mi piace, mi sento libera di creare, anche se a volte lavoro fino all’una del mattino: non posso avere orari fissi.

Secondo te, qual è l’approccio ideale che i fotografi dovrebbero avere per la migliore scelta del trucco?
I fotografi di solito hanno un’idea ben precisa del risultato che vogliono ottenere. Secondo me è invece fondamentale lasciar fare al truccatore, sopratutto per quanto riguarda la scelta dei colori secondo gli abiti e il set. Non sempre il trucco richiesto è giusto per la persona che si ha davanti.

Quali sono le richieste più frequenti?
Non ci sono: il trucco si sceglie secondo il mood, si parla insieme al fotografo e allo stylist e si sceglie quello più adatto.

Quale genere di trucco preferisci?
Non amo i trucchi artistici, io adoro i trucchi che esaltano la bellezza della donna e i trucchi artistici di solito non lo fanno. Il mio trucco si caratterizza per essere molto luminoso e pulito.

Sei solita contribuire attivamente alla scelta del makeup, o ritieni meglio avere indicazioni precise?
Mi piace proporre diverse idee ma lascio la scelta al fortografo: se ha una idea già precisa di quello che vuole, faccio quello che mi è stato chiesto.

Come promuovi il tuo lavoro per trovare nuovi clienti?
Io credo che la miglior promozione di se stessi si ottenga mostrando i propri lavori, con un bel book fotografico e il passaparola. Quando lavori in modo professionale si vede subito ed è molto importante per affermarsi.

Tuttavia, il mercato in cui operi diventa sempre più competitivo…
Purtroppo sí, non basta seguire un breve corso di makeup, comprare due pennelli e quattro trucchi. Bisogna mantenersi aggiornati sulle tecniche e sui prodotti perché tutti i giorni ne escono di nuovi. È importante capire subito la morfologia e la colorimetria delle persone da truccare, aspetto fondamentale per ottenere i risultati desiderati, e non trascurare l’igiene dei prodotti e dei pennelli.

Come sta evolvendo la professione di truccatrice, secondo te?
Tante ragazze vedono questa professione come una facile opportunità di lavoro. La verità è che serve tanto impegno e che bisogna scegliere molto bene la scuola di trucco. Mi chiedono spesso di consigliarne una, ma non avendo studiato qui non posso dire qual è quella più valida. Un aspetto importante per avere successo, secondo me, è saper scegliere e focalizzarsi su un tipo di trucco: voler fare tutto alla fine ti porta a non fare niente bene.

Quindi, truccatrice si nasce o si diventa?
Decisamente si nasce! Questa è un arte: se non hai predisposizione puoi fare tutti i corsi che vuoi ma difficilmente avrai la caratteristiche per diventare una vera Make up Artist, cioè, come dice la parola stessa, un’artista.

Quali consigli daresti a chi volesse intraprendere questa carriera?
Che è necessario avere tanta, tanta passione e iscriversi a una buona scuola perché le tecniche sono molto importanti. È fondamentale investire tempo e denaro, perché soltanto così si impara a capire come un prodotto reagisce sulla pelle di una persona, e fare tanta gavetta: l’arte del maquillage si domina solo se si acquisisce molta esperienza.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 8/2016 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

Iscriviti alla nostra Newsletter


Registrandoti confermi di accettare la privacy policy

 Iscriviti alla newsletter!