Intervista al fotografo Marco Rizzo


di Nicolò Occhipinti

Fotografo, regista e scenografo veneziano, le sue opere rivelano l’anima della sua città, anche quando interpretate in modo onirico, surreale o nel genere fashion, modulate sulle onde del suo elemento principale: l’acqua.

Nato a Venezia nel 1983, laureato in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo, Marco Rizzo ha esor­dito come regista con il cortometraggio “Nero Pece”, premiato come miglior film, miglior soggetto, migliore fotografia, men­zione per l’etica, menzione per l’estetica, primo premio – premio speciale del Lions Club di Mestre 2007. Ha realizzato più di 20 cortometraggi e documentari per istituzioni e case di moda, amore per il video che divide con la fotografia. Ha collaborato con grandi nomi della moda, fra i quali Pinault e Furla, e in ambito artistico con Palazzo Grassi, Tadao Ando, Jean-Jacques Aillagon, Francesco Bonami, Mona Hatoum. Ha esposto le sue opere in più di 15 mostre personali in Italia e all’estero e in 10 mostre collettive e al momento sta lavorando a una mostra per il padiglione dell’Expo 2015 a Venezia.

Le tue opere hanno come filo conduttore l’acqua in tutte le sue forme. È un’idea che nasce da Venezia, dall’ambiente in cui sei nato e vivi, o è una scelta fatta anche per altri motivi?
L’essere nato in una città d’acqua sicuramente ha influito sui miei gusti e le mie esperienze. Sono arrivato all’acqua, come “stile”, con una certa fatica. Inizialmente è giusto provare tutto, mettersi in gioco, sperimentare… ma poi arriva un giorno dove ti viene richiesta la riconoscibilità. Ecco l’acqua. Ti volti indietro e osservi quello che hai creato, inconsciamente ti sei lasciato trasportare dalle emozioni, ma in tutto quello che hai creato c’è la chiave; dal mio primo corto documentario: “Nero Pece” a “Sapore” alle prime foto, a “Città Sommersa”, l’acqua è sempre stata presente. Da quel giorno ho preso coscienza che era quello che volevo, parlare, con le mie foto, i miei video, attraverso l’acqua.

Come trovi l’ispirazione per i tuoi lavori?
L’ispirazione arriva come sempre all’improvviso, ci pensi per giorni, la tua mente non è mai ferma come artista, sei continuamente sol­le­citato da cose, avvenimenti… Oggi sotto la pioggia mi sono venute altre idee, forse qualcosa che chiamerò in futuro “Liquidazione”. Le idee mi arrivano cosi, durante la giornata, sotto la pioggia.

continua…

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SUL N. 2/2015 DI RIMLIGHT MODELS & PHOTOGRAPHERS MAGAZINE handright-22

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